Ponte Preti torna al centro del dibattito politico, con il consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta che esprime forti preoccupazioni per il futuro della nuova infrastruttura. Avetta ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale, chiedendo chiarimenti alla Giunta di Alberto Cirio in seguito alle recenti novità legislative.
Il termine e i rischi per i ponti piemontesi
Il tema cruciale riguarda la scadenza per gli interventi di messa in sicurezza dei ponti piemontesi. Con la legge di conversione del Decreto Milleproroghe 2026, non è stata accolta la proposta di proroga al 31 dicembre 2026. Pertanto, il termine per aggiudicare e completare i lavori rimane fissato al 30 giugno 2026, una scadenza che Avetta ritiene possa compromettere diversi progetti fondamentali.
Una situazione surreale
«Abbiamo definito più volte la questione del Ponte Preti e degli altri ponti piemontesi come “surreale”», afferma Avetta. «La recente legge di conversione del Milleproroghe ha confermato la bocciatura della proroga al 31.12.2026. Questo porta a un rischio concreto per gli obiettivi di messa in sicurezza dei ponti. È evidente a tutti, compresi Regione e Ministero, che sarà impossibile realizzare gli interventi entro quella data».
Impatto sul territorio
Avetta pone l’accento sul progetto del nuovo ponte, che dovrebbe migliorare i collegamenti tra il territorio eporediese e il Canavese occidentale. «Le conseguenze saranno significative: il nuovo Ponte Preti garantirebbe un collegamento sicuro e moderno tra il Canavese orientale (Ivrea) e quello occidentale (Rivarolo, Castellamonte e Cuorgnè). Questa infrastruttura è fondamentale per lo sviluppo economico della regione. Abbandonare il progetto del nuovo ponte metterebbe a rischio le imprese canavesane e le loro possibilità di crescita e creazione di posti di lavoro».
Preoccupazioni persistenti
Secondo Avetta, la situazione resta allarmante nonostante le rassicurazioni ricevute dalla Regione nei mesi scorsi. «Siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo, nonostante la partecipazione attiva di numerosi parlamentari alle proteste dei sindaci canavesani. La Giunta Cirio ha parlato di un’azione costante di monitoraggio nei confronti del Ministero, ma sembra che le parole non si traducano in fatti».
Richiesta di aggiornamenti
Con l’interrogazione presentata in Consiglio regionale, Avetta richiede che la Regione fornisca un aggiornamento sulla situazione e sugli sviluppi dei contatti con il Ministero delle Infrastrutture. «La Giunta deve informare il Consiglio regionale sul “dossier ponti piemontesi”, in particolare riguardo all’esito della manifestazione d’interesse trasmessa da Città Metropolitana di Torino. Stiamo parlando di opere strategiche per la sicurezza, fondamentali per sindaci, cittadini e imprese».