Cultura

Il Festival Noir di Burolo torna a Villa Pasta con la sua quinta edizione

Un weekend ricco di mistero, storia e arte da non perdere

Il Festival Noir di Burolo torna a Villa Pasta con la sua quinta edizione

Dal 5 al 7 giugno, Villa Pasta a Burolo si trasforma nella cornice ideale per la quinta edizione del Festival Noir. Questo evento, che attira ogni anno centinaia di appassionati, unisce mistero, storia e leggenda attraverso un programma variegato, patrocinato dall’Amministrazione comunale di Burolo, CNA Editoria Piemonte e Torino Città Metropolitana. L’organizzazione è a cura delle Edizioni Pedrini, che hanno messo a punto un palinsesto ricco di presentazioni letterarie, spettacoli teatrali, canti tradizionali ed esposizioni artistiche. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare il numero 3939988875.

Inaugurazione e omaggi letterari

Il festival si apre venerdì con i saluti del Sindaco Franco Cominetto e dell’Assessora Elena Viretto. A seguire, la scrittrice Maria Teresa Chechile presenta la sua opera “Eudaimonia”. La prima giornata si conclude alle 18.00 con l’intervento di Ornella Cerutti, che rende omaggio ai centenari Carlo Fruttero e Gianna Baltaro, quest’ultima famosa per aver creato il giallo storico torinese con il personaggio dell’ex commissario Andrea Martini, protagonista di diciotto romanzi ambientati nella Torino degli anni Trenta.

Sabato di visite, autori e tradizioni

Il pomeriggio di sabato 6 giugno inizia alle 14.00 con una visita guidata alla storica Villa Pasta, a cura dell’Amministrazione comunale, che si ripeterà anche domenica. Alle 15.30, il festival entra nel vivo con incontri letterari: Debora Bocchiardo presenta “Straordinario Quotidiano”, seguita da Paolo Ghiggio con “Noir la bicicletta e la cronaca nera”, e Antonio Albace con “I Custodi del Passo di Penn”.

Successivamente, Silvia Bardesono propone “Il canto di Vega”, mentre Luigi Cunti presenta il suo libro “E il sole si fermò”. Anche il brivido locale trova spazio con Valerio Camillo Grosso, che introduce “La terra degli insaziabili”, il primo horror ambientato nel Canavese. La serata si chiude alle 21.00 con il Coro Bajolese, che esegue un repertorio di canti tradizionali, affiancato dalla presentazione del libro “Amerigo Vigliermo le due anime di un uomo”.

Domenica tra natura e riflessioni

La mattina di domenica è dedicata alla natura e alla scienza, con Sara Lucianaz che presenta “Cuore della Montagna”, accompagnata da un’esposizione di cristalli del Monte Bianco. Segue una conferenza sullo spreco alimentare con Franco Fassio, docente all’Università del gusto di Pollenzo, Alessandro Musso di Slow Food Canavese, e Franco Cominetto, Presidente del Distretto del Cibo e del Vino del Mombarone.

Pomeriggio di successi editoriali

Il pomeriggio prosegue con una lettura storica da parte del direttore editoriale delle Edizioni Pedrini su “Ipotesi Templare”, seguita dalla presentazione del giallo in piemontese “Conte Giàune” di Stefano Ridella e da “La Strrega di Antey” di Federico Mantegari. Anche i più giovani trovano spazio con Cristina Calardo e il suo “Il Club dei libri fuorilegge”, dedicato ai lettori tra sei e otto anni.

Il programma continua con Isabella Rosa Pivot e il suo libro “Viola”, incentrato sulla terza età, e Massimo Perucca, autore del thriller “La Bolla papale”, già apprezzato al Salone del Libro di Torino.

Chiusura con tarocchi e rievocazioni storiche

La chiusura del festival è affidata a Danilo Alberto, che presenta “Il sussurro del Bagatto”, accompagnato dalla Compagnia teatrale “Voci nel Frutteto-Macedonia d’Arte” con lo spettacolo “La notte delle Leggende”. Durante il weekend, sabato e domenica dalle 14.30 alle 18.00, Désirèe della Bottega della Magia di Ivrea offre letture di Tarocchi a offerta libera. La Galleria di Villa Pasta ospita anche un’esposizione dedicata ai 22 Arcani Maggiori e alle storiche carte da gioco dei “Tarocchi Piemontesi”.

Infine, il Gruppo Storico Medievale del Canavese Lj Ruset anima il parco di Villa Pasta con costumi d’epoca, laboratori per bambini, giochi per adulti e il suono dei tamburi, rendendo l’atmosfera ancora più suggestiva.