Reazioni politiche

Sicurezza al Palazzo di Giustizia di Ivrea, le risposte della politica

Lotito (FdI): "Mentre le istituzioni esprimono solidarietà, il Comune resta in silenzio".

Sicurezza al Palazzo di Giustizia di Ivrea, le risposte della politica

Le recenti preoccupazioni riguardanti la sicurezza al Palazzo di Giustizia di Ivrea sono emerse con forza dopo il lancio di un ordigno rudimentale nel parcheggio dell’edificio. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere.

La sicurezza al Palazzo di Giustizia

In seguito all’incidente, diversi esponenti politici hanno espresso solidarietà ai magistrati, avvocati e dipendenti della Procura e del Tribunale di Ivrea. «Condanniamo fermamente questo grave gesto che colpisce un presidio di legalità», hanno dichiarato Gianna Pentenero, Domenico Rossi e Alberto Avetta (PD) dalla Regione Piemonte. «Le indagini sono in corso, ma la recinzione attorno all’edificio è bassa e facilmente scavalcabile. È urgente che il ministero della Giustizia intervenga per garantire maggiore sicurezza nella zona che ospita i principali uffici giudiziari del Piemonte dopo quelli di Torino».

Le reazioni dei parlamentari

“Non stiamo assistendo a una bravata, ma a un atto intimidatorio contro lo Stato – ha dichiarato il deputato eporediese Alessandro Giglio Vigna (Lega) –. Colpire un presidio della giustizia con un ordigno a basso potenziale è un gesto grave che non può essere sottovalutato. È necessaria una risposta immediata e senza esitazioni. Spero che i responsabili vengano identificati e perseguiti con la massima severità. Non possiamo tollerare chi tenta di intimidire le istituzioni. La recinzione della ‘cittadella giudiziaria’ è molto bassa e facilmente scavalcabile, e la vigilanza non è attiva 24 ore su 24. Inoltre, uno degli edifici, noto come palazzina B, si trova al di fuori del perimetro, in attesa della realizzazione delle aule per il maxiprocesso della strage ferroviaria di Brandizzo, mentre attualmente ospita uffici di altre amministrazioni.” Ha quindi annunciato un’interrogazione parlamentare e una richiesta di incontro al Ministero di Grazia e Giustizia.
“Il Ministero deve intervenire per chiarire le cause di questo inquietante episodio ad Ivrea, rafforzando la sicurezza del luogo e delle persone che vi si recano quotidianamente” ha affermato anche la parlamentare Augusta Montaruli (FdI). “In attesa di fare luce sui responsabili di un simile gesto, è inaccettabile lasciare chi ha subito intimidazioni senza una reazione. Esprimiamo totale solidarietà a tutti coloro che operano all’interno del Tribunale di Ivrea e chiediamo un intervento operativo a loro salvaguardia.”

Le critiche di Fratelli d’Italia

“È del tutto inaccettabile – e gravissimo – il silenzio del sindaco Chiantore riguardo a quanto accaduto la sera del 21 aprile 2026, quando è stata lanciata una bomba carta contro la Procura della Repubblica di Ivrea” ha commentato il coordinatore cittadino di FdI, Fabrizio Lotito. “Mentre le istituzioni regionali e nazionali hanno espresso immediata solidarietà e condanna, l’Amministrazione comunale ha scelto di non commentare. Questo silenzio non è neutrale, ma pesante e politicamente irresponsabile. Esso riflette una preoccupante distanza dall’attuale situazione cittadina, caratterizzata da un susseguirsi di episodi gravi: risse, spaccio, reati contro la persona e ora un attacco diretto a un presidio fondamentale dello Stato come la Procura. Ignorare tutto ciò significa sottrarsi al proprio ruolo istituzionale e non assumersi la responsabilità di guidare una comunità che ha bisogno di chiarezza, fermezza e presenza. Un atteggiamento inammissibile per chi amministra una città.”