violenza in carcere

Ivrea, violenza in carcere: quattro agenti feriti durante un’aggressione

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria chiede al Governo di fornire strumenti adeguati per affrontare la crescente violenza negli istituti penitenziari italiani.

Ivrea, violenza in carcere: quattro agenti feriti durante un’aggressione

Ivrea, un pomeriggio di violenza: quattro agenti feriti.

Il fatto

Oggi, intorno alle 13.30, la Casa Circondariale di Ivrea è stata teatro di un episodio di brutale aggressione, in cui quattro agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti a causa di un attacco improvviso e ingiustificato da parte di un detenuto. Questo evento, considerato di estrema gravità, è stato definito come “l’aggressione annunciata” da Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte.

La ricostruzione sindacale

Secondo le informazioni fornite dal sindacato, il detenuto, un marocchino di 45 anni, si era inizialmente mostrato collaborativo, chiedendo di essere accompagnato all’infermeria per ricevere cure post-operatorie. Tuttavia, i sindacalisti avvertono che si trattava di una trappola. All’improvviso, il detenuto ha aggredito il personale presente, colpendo con testate e pugni gli agenti. Nonostante le ferite, gli agenti sono riusciti a ritirarsi e a chiudere il cancello della sezione, attivando l’allerta generale.

La situazione è ulteriormente degenerata con l’arrivo dei rinforzi: il detenuto, in preda a un forte stato di agitazione, ha ferito anche un addetto alla Sorveglianza Generale, barricandosi poi nella propria cella e incitando gli altri detenuti alla rivolta in lingua araba. Solo grazie all’intervento tempestivo del personale, equipaggiato con Dispositivi di Protezione Individuale, è stato possibile contenere il detenuto e ripristinare l’ordine. L’aggressore è stato arrestato in flagranza di reato, mentre i quattro agenti feriti sono stati trasportati al Pronto Soccorso per traumi di varia entità.

Una situazione insostenibile

“Ci troviamo di fronte all’ennesimo, inaccettabile episodio di violenza”, denunciano i rappresentanti del SAPPE. Il detenuto era già noto alle autorità penitenziarie per precedenti aggressioni e violazioni delle regole interne ed era in attesa di osservazione psichiatrica. Capece e Santilli sottolineano l’assurdità di mantenere in sezioni ordinarie soggetti con accertata pericolosità e instabilità mentale, chiedendo un intervento decisivo da parte dello Stato per garantire la sicurezza del personale penitenziario.

Il SAPPE esprime un forte plauso ai colleghi feriti e al personale intervenuto, che con professionalità ha evitato il propagarsi della rivolta. Tuttavia, avvertono che la solidarietà non basta più e che il semplice trasferimento del detenuto non può essere considerata la soluzione adeguata.

Richiesta di riforme

Di fronte a queste circostanze, il Sindacato lancia un appello al Governo per interventi immediati e concreti. È necessaria una riforma radicale che separi i detenuti psichiatrici dalle carceri ordinarie e fornisca alla Polizia Penitenziaria strumenti di deterrenza moderne, in grado di affrontare i livelli di violenza sempre più elevati negli istituti penitenziari italiani.