Emergenza abitativa

Alloggi popolari in difficoltà e il nuovo Piano casa a Ivrea

Riapre il 9 maggio la casa d'accoglienza Santo Bambino in via Varmondo Arborio 18, mentre si affronta la crisi abitativa.

Alloggi popolari in difficoltà e il nuovo Piano casa a Ivrea

La crisi abitativa a Ivrea è un tema sempre più urgente. Recenti dati indicano che nel territorio ci sono oltre 10mila unità immobiliari, di cui almeno mille risultano vuote, per lo più in vendita. Molti proprietari hanno scelto affitti brevi o affittacamere, complici i morosi e la crescente crisi economica che ha ridotto le opportunità lavorative.

Problemi delle case popolari

Un’altra questione critica riguarda le case popolari, con un’edilizia ferma a oltre 50 anni fa. Circa il 30% delle strutture dell’Atc è inutilizzabile a causa di problemi tecnici, alcuni edifici sono addirittura inagibili e necessitano di interventi significativi. Sebbene alcuni lavori siano stati realizzati grazie ai fondi Pnrr, questo non è sufficiente per ridurre le lunghe liste d’attesa di famiglie in cerca di un alloggio.

Riapertura della Santo Bambino

In questo contesto, la riapertura della casa d’accoglienza Santo Bambino, prevista per sabato 9 maggio alle 11.30, rappresenta un passo significativo. Dopo un anno di chiusura per lavori di manutenzione, la struttura avrà nuovamente la possibilità di ospitare le 30 persone che ne avevano bisogno, evitando una “emergenza nell’emergenza”. L’intervento del Comune, in collaborazione con l’Atc, il Consorzio In.Re.Te. e altri enti locali, è stato cruciale per garantire una rapida riapertura.

Il nuovo Piano casa del Governo

Una risposta significativa alla crisi abitativa arriva dal nuovo Piano casa varato dal Governo. “Ci sono voluti 2 anni di lavoro vero, di incontri sul Territorio e a Roma. Oggi possiamo dirlo: il Piano Casa è stato approvato e parte davvero.” Così il deputato eporediese Alessandro Giglio Vigna (Lega) ha commentato il via libera del Consiglio dei Ministri. “Dietro questo provvedimento ci sono storie reali: famiglie in attesa di una casa, persone bloccate da procedure infinite. Il Piano Casa prevede la ristrutturazione e l’assegnazione di oltre 60mila case popolari entro un anno, con più risorse per interventi rapidi e meno burocrazia. Abbiamo voluto rimuovere gli ostacoli inutili. Quando una casa è vuota e una famiglia ne ha bisogno, lo Stato deve essere veloce.” Inoltre, è previsto un contributo mensile di 400 euro per i genitori separati costretti a lasciare la casa familiare. “Questo aiuto è un modo concreto per non lasciarli soli”, ha concluso Giglio Vigna, sottolineando l’impegno per garantire il diritto alla casa.