Pressione sui blocchi operatori a causa di turni intensivi e reperibilità da rivedere: è la denuncia del Nursind, che chiede un confronto per tutelare i professionisti del settore.
Situazione critica nei blocchi operatori
“L’indagine del Nursind sui blocchi operatori ha evidenziato un quadro di grande impegno e complessità, riscontrabile anche nell’Asl To4. La situazione attuale riflette le criticità presenti in tutto il Piemonte: un sistema chirurgico che, pur garantendo un alto volume di attività, deve affrontare un carico di lavoro significativo per il personale infermieristico, impegnato quotidianamente nella gestione delle liste d’attesa e delle esigenze organizzative”, sottolinea il sindacato degli infermieri.
Criticità nell’Asl To4
Secondo i dati forniti dal sindacato, anche negli ospedali dell’azienda sanitaria locale emergono importanti problematiche, in particolare per quanto riguarda l’uso della “pronta disponibilità”. Questo significa che “l’istituto è frequentemente chiamato a coprire esigenze organizzative ricorrenti, imponendo ai professionisti un notevole spirito di adattamento e incidendo negativamente sui tempi di riposo e sulla conciliazione vita-lavoro”, spiegano dal Nursind.
Lavoro straordinario e pronta disponibilità
I report aziendali evidenziano l’impegno costante richiesto ai lavoratori per garantire la continuità dei servizi chirurgici. Nel 2025, ad esempio, sono state lavorate quasi 7000 ore di straordinario in pronta disponibilità. In particolare, all’ospedale di Ivrea si registrano 1.513,07 ore per gli infermieri e 804,82 per gli Oss. Situazione simile anche nei nosocomi di Ciriè e Lanzo, con 1.850,22 ore per gli infermieri e 914,25 per gli Oss, oltre a 95,25 ore per il presidio di Lanzo. Questo trend si conferma anche nel primo trimestre del 2026 (gennaio-marzo), con 376,50 ore per gli infermieri e 190,98 per gli Oss a Ivrea, e a Ciriè e Lanzo con 422,38 ore per gli infermieri e 208,17 per gli Oss, oltre a 31,55 ore a Lanzo.
Problematiche operative
“L’organizzazione delle sedute incide sulla programmazione, spesso soggetta a disallineamenti tra attività ordinaria e urgenze, complicando la gestione quotidiana dei turni. Auspichiamo una maggiore fluidità nei percorsi operatori”, chiariscono dal sindacato. “Inoltre, le difficoltà operative sono amplificate da un contesto spesso teso e stressante, a cui si aggiungono le criticità legate all’usura e alla vetustà di alcune apparecchiature tecnologiche, che necessitano di continui interventi di manutenzione”.
Richiesta del Nursind
“L’obiettivo comune deve essere quello di tutelare il benessere e la serenità di chi lavora nei blocchi operatori”, sottolinea Giuseppe Summa, segretario territoriale del Nursind. “Le sale chirurgiche possono funzionare in modo ottimale solo se esiste un reale equilibrio organizzativo che rispetti i tempi di recupero e le competenze professionali del personale. Chiediamo alla Direzione un confronto mirato per ottimizzare la programmazione, rivedere l’uso della pronta disponibilità e investire nel miglioramento delle dotazioni e delle condizioni di lavoro”.