Un’esplosione ha inquietato Ivrea nella serata di ieri, martedì 21 aprile 2026, intorno alle 21. Un ordigno artigianale, una “bomba carta” di potenziale limitato, è stata fatta esplodere nel cortile del tribunale, scatenando un’immediata mobilitazione delle forze dell’ordine.
Dettagli dell’attentato
Il boato ha interrotto il silenzio della città. L’attacco ha preso di mira il complesso che ospita la Procura della Repubblica e il Tribunale. Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno è stato collocato sulla scalinata esterna tra il primo e il secondo piano, vicino agli ingressi blindati degli uffici giudiziari. Sebbene la deflagrazione non abbia provocato danni strutturali significativi né feriti, il gesto ha un forte valore simbolico. Un testimone ha riferito di aver visto un uomo fuggire a piedi subito dopo l’esplosione, per poi dileguarsi a bordo di un’auto diretta verso la periferia.
Indagini in corso
Le forze dell’ordine, tra cui la Polizia e la Digos, sono al lavoro per indagare sul significato di questo atto intimidatorio. La Procura di Ivrea, sotto la direzione di Gabriella Viglione, sta esplorando diverse piste, compresi eventi giudiziari recenti. Non si escludono ritorsioni legate a vicende passate o a elementi di criminalità organizzata, con particolare attenzione ai fascicoli d’indagine aperti dai magistrati locali su temi sensibili riguardanti la malavita.
Operazioni post-esplosione
Dopo l’esplosione, l’area è stata isolata e messa in sicurezza. Gli artificieri e le unità cinofile hanno operato fino a tarda notte per garantire la bonifica del perimetro e il sicuro accesso agli uffici il giorno successivo. Le telecamere di videosorveglianza potrebbero fornire elementi cruciali per l’indagine, poiché gli inquirenti analizzano i filmati per identificare la targa del veicolo in fuga e cercare di risalire all’identità dell’attentatore, che ha colpito un obiettivo centrale della giustizia locale nonostante la recinzione presente.